Cantina Scairato
un vino di famiglia
Quando in un rapporto professionale e parlando di vino si arriva al punto di utilizzare il dialetto nelle conversazioni è segno che si è instaurato un legame, ed è un po’ quello che è successo con l’azienda agricola Scairato.
La nostra firma distintiva, una 500 con le ruote di una 600 piena di bottiglie di vino adagiate su sacchi di caffè del Guatemala. Locale e globale in un unico cofano.
Scairato. Una storia lunga una famiglia
Ci siamo conosciuti dopo una serie di progetti stravolti e ri-stravolti, come spesso accade, e ci siamo resi conto che quell’azienda agricola posizionata su una collina che finiva in riva ad un fiume cristallino aveva un potenziale immenso.
Ci siamo dati degli obiettivi, impostato un metodo di lavoro, fatto un piano editoriale. I primi mesi tutto bene, raccontavamo del vino e dell’azienda e la gente gradiva. Poi man mano abbiamo cominciato a mutare: mutare obiettivi, immaginare storie, situazioni, capire che ciò che noi immaginavamo come punto d’arrivo (gli eventi) era e doveva essere un punto di partenza.
Siamo cresciuti e ci siamo evoluti con il cliente, e forse questa è la cosa più bella. Siamo arrivati insieme, in piena sintonia, a tagliare traguardi, vivere esperienze, buttarci in cose nuove.
Abbiamo condiviso un tetto, le preoccupazioni meteo, ho litigato affettuosamente con il padre di Francesca, ascoltato rapita i racconti dello zio, rincuorato la mamma, conosciuto la sorella, cenato con i suoi amici e partecipato ai compleanni. Sono entrata in una famiglia, e di questa famiglia ho condiviso le preoccupazioni, le ansie, le gioie e i successi, le speranze e le ambizioni.
Abbiamo reso l’azienda uno stakeholder, ossia non solo un luogo dove si può andare ad assaggiare il vino ma una realtà che si può coinvolgere in feste, occasioni, appuntamenti.
Un portatore di valore per il territorio, per la sua comunità e per il circondario.
Il merito è della proprietaria, che con tutta la baldanza, l’energia e l’incoscienza dei suoi anni si butta in tutte le cose con il sorriso tipico della sua età, che mi guarda con aria spaesata tutte le volte che le comunico l’ennesima idea promozionale.
Francesca è il motivo per cui ci siamo persi tra le serre di pomodori di Battipaglia alle due di notte, è affrontare strade franate quando fuori infuria il diluvio, fare i sopralluoghi tra i serpenti. Ma è anche la soddisfazione di vedere inserita la sua azienda tra le Eccellenze Italiane, capire che il suo volume di affari cresce, constatare che il suo vino viene richiesto sempre di più, aver quadruplicato in sei mesi il numero di persone che ha visitato la sua azienda.
Francesca è sapere, soprattutto, di aver dato sicurezza in sé e nel proprio prodotto a una giovane donna.
E insieme a lei, aver dato spessore e rilevanza al nostro lavoro.